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SOPRA LA PORTA–GRATA DELLE RELIQUIE |
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Tela: POMPONIO AMALTEO |
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L’opera è un dono
dell’Amalteo alla chiesa maggiore di S. Vito, forse perchè si era salvato dal contagio della peste che in quegli anni
infuriava a Udine, dove aveva lavorato, come in tutta la regione (Zotti). La
tradizione vuole che l’Amalteo abbia raffigurato se stesso nel S. Rocco
vestito in foggia cinquecentesca. La Furlan puntualizza che “l’alto inserto diagonale
del S. Sebastiano e lo schierato gruppo dei santi ripropongono
la struttura compositiva (del citato dipinto del Pordenone) con direttrici
visive e fondale architettonico analoghi”. Il Querini rileva che
“la bella posa.. acrobatica di S. Sebastiano,
atteggiato a mo’ di riverenza, si stacca per la torsione del busto
dalla consueta iconografia pordenoniana” e affaccia l’ipotesi
che, in base a questo dipinto, sia da assegnare all’Amalteo “il
bellissimo S. Sebastiano, già attribuito al Tiziano, della collezione Harroch
di Vienna di cui esiste un disegno preparatorio al Museo Bonnat di Bayonne.
L’Altan (1772) loda questa composizione come “una delle più
compiute”, e il Maniago (1819) lo definisce di “forte colorito e
di maniera studiata e finita”. Il Malajoli (1939) trova
che la composizione delle figure di questa tela “è combinata con più
ligio conformismo ai dettami pordenoneschi... e la materia pittorica è
pulita, lustra, stirata, già di ordinaria amministrazione”; opinione
questa che è in parte condivisa dal Menegazzi. Quest’opera fu esposta a
Udine nel 1939. |