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PRESBITERIO parete
destra e sinistra |
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Tele: POMPONIO AMALTEO Cena in casa di
Simone fariseo |
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Tavole: |
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La medesima prospettiva è
presente anche nella Samaritana al pozzo e nella Maddalena ai piedi del Cristo.
Dal fondo bituminoso del primo, in cui si intravvedono alcuni personaggi, un
paese ed un albero, emergono le monumentali figure di Gesù seduto sulla
elaborata vera del pozzo e della Samaritana, che sembrano chiacchierare in un
momento di sereno riposo. Seguendo le diagonali del corpo della donna e la
gamba destra del Cristo, l’occhio è condotto verso il volto di Gesù e
la sua mano benedicente che costituiscono il centro della composizione. Nel
secondo, la Maddalena ai piedi del Cristo, sono raffigurate alcune persone,
tra le quali, in primo piano, emergono il Cristo seduto in atto benedicente e
la Maddalena dai capelli color del rame prostrata ai suoi piedi, inserite in
un vano colonnato visto di scorcio. Dallo sfondo fanno capolino due
personaggi con copricapo turcheschi; è probabile che ad ispirare
l’Amalteo nella scelta di queste due figure, fosse il gran parlare che
si faceva allora in San Vito di una possibile invasione turca. Proprio per
questo (1562) il Patriarca Giovanni Grimani aveva dato ordine di scavare |
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In presbiterio, a sinistra, con le opere
dell'Amalteo, è conservata una |
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I citati autori affermano inoltre che in queste opere di piccola dimensione l’Amalteo si muove con fare “agile e fresco” e che, superate certe affermazioni in proposito del Maniago e dello Zotti eccessivamente laudative, “in linea generale si dovrà parlare per il momento di un fondamentale pordenonismo e di plurimi echi del manierismo veneto, senza ovviamente trascurare precedenti esperienze e soluzioni dello stesso Pomponio”. Merita leggere quanto V. Tramontin scrive su queste opere:
Il primo pannello ci mostra l’intervento del Santo Patrono il quale
libera il figlio dell’imperatore Diocleziano dallo spirito maligno. Nel
fondo le mura e le case di una città con astanti affacciati a un balcone,
motivo già dipinto dal Pordenone (ma forse dall’Amalteo) nella chiesa
di Santa Croce a Casarsa nel 1536 e che ripeterà altrove. Da notare non tanto
i monumenti che arieggiano una cittˆ d’altri tempi, quanto la presenza
fra le case di una via, una parete col tetto a capanna: motivo che ricorda
l’attuale configurazione della via Marconi della San Vito di oggi,
quella via che per i sanvitesi è sempre stata la via Castello. Nel secondo
pannello, presso una porta di città sul mare, il Santo si rifiuta di
sacrificare agli idoli. Nel terzo riquadro (a destra del coro) la bastonatura
dei Santi mentre si scatena sulla città un temporale. Nel successivo
pannello, più ampio degli altri, tre scene distinte: a sinistra i Santi
gettati in un bacile di acqua bollente ne escono illesi per protezione
divina; a destra, l’imperatore con il seguito meravigliato del come il
Santo ammansisce il leone; mentre nel fondo si vedono i Santi legati e
portati a un nuovo martirio. Infine nell’ultima composizione un albero
divide la deposizione dei corpi dei tre Santi dall’apparizione
dell’Angelo con la palma del martirio. |